© Eredi Chiarini

Velluto: tutto sul tessuto più versatile del guardaroba maschile

Caldo e resistente nel corso dei secoli il velluto è stato utilizzato da re e operai, studenti e artisti, e come pochi tessuti, può vantare periodi di grande popolarità e di altrettanta dimenticanza.

Amatissimo negli anni 60-70, nella stagione Autunno Inverno 2017/ 2018 farà il velluto fa nuovamente la sua comparsa nel guardaroba maschile.

Aldilà delle tendenze stagionali e dei ricordi delle uniformi d’infanzia che il velluto porta con sé, che cosa sai di questo materiale davvero versatile?

Il velluto nella storia

Partendo dalle origini, l’antesignano del velluto sembrerebbe essere il fustagno, un tessuto pesante e resistente, che prende il suo nome da al-Fustat cittadina egiziana sulle sponde del Nilo, che nel II secolo a.C. era il più importante centro importante di produzione di questo tessuto.

In Italia il velluto fece il suo ingresso verso il XIII sec. partendo da Palermo (per importazione araba) e Venezia (per via dei suoi continui contatti con l’Oriente).

A Firenze invece, la produzione di velluto avvenne a partire dal sec. XIV; già nei primi decenni del 1400, i velluti fiorentini erano esportati Londra, a Costantinopoli e in vari paesi europei.

Il velluto “moderno”

Secondo l’azienda inglese Brooks Brothers il velluto di cotone a coste, più vicino all’accezione moderna, venne inventato a Manchester nel Settecento.
A testimonianza, la prima apparizione nel 1774 del termine corduroy (con cui si indica proprio il velluto a coste) sulla Maryland Gazette, dove si citava del tessuto importato dal Regno Unito.

Giacca in velluto rocciatore The Gigi © Eredi Chiarini

La definizione tecnica di velluto

Per quando riguarda la definizione tecnica del tessuto il velluto è un “Tessuto con pelo. Tecnicamente si distinguono due generi di velluto: velluto di ordito, cioè con il pelo formato dall’ordito; velluto di trama, cioè con il pelo formato dalla trama.” Treccani.

In commercio troviamo molte varianti di questo tessuto, frutto di differenti lavorazioni, con i quali si confezionano abiti in velluto.

Ecco un piccolo glossario per districarsi tra le varie tipologie di velluti:

Velluto liscio

Il velluto liscio anche definito unito si caratterizza principalmente per presentare sul dritto un pelo rasato e molto fitto.

Velluto riccio

Al contrario, il velluto riccio presenta una serie di piccoli anelli di filo che sporgono dalla trama.

Velluto a coste

Un’altra variante del tessuto che può essere ottenuta attraverso la tessitura, o con il procedimento di spazzolatura, ceratura, calandratura.
Come definito dal nome stesso il velluto a coste presenta coste in rilievo ed è molto più resistente del velluto liscio.
Nel caso dei velluti a coste ci sono molte varietà: a costa fine, a costa larga, media, a 500 righe, a 1000 righe, a 2000 righe.

Velluto Rocciatore

Caratteristico velluto di cotone che vede l’alternanza di costa larga e costa stretta.
La giacca della collezione autunno inverno 2017 2018 del brand italiano The Gigi è realizzata proprio in questo velluto. La pregiatezza di questo velluto di cotone è senza dubbio la lucentezza: a prima vista può essere accomunato alla seta.

Wale

La misura della costolatura è indicata dal numero di righe di velluto per pollice detta “wale”, comprese tra 1,5 e 21, minore il numero maggiore la larghezza della costolatura, per esempio 11-wale è un velluto standard a costine mediamente sottili. Fonte Wikipedia

Velluto stampato

Velluto di tipologia velluto liscio sul quale, con particolari tecniche, è applicato una particolare stampa o disegno.

Pantaloni di velluto a coste della stagione Autunno Inverno 2017-2018

La tipologia di velluto preferito dai brand per realizzare pantaloni maschili è il velluto a coste e quello stampato. Un esempio interessante della sua applicazione è quello della collezione di pantaloni slim fit Incotex Autunno Inverno 2017-2018, disponibili presso la nostra boutique nelle più svariate tonalità.

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